Quiz Concorso Vigili del Fuoco

MATERIA: RAGIONAMENTO LOGICO-DEDUTTIVO E ANALITICO

Quesiti Risposta Multipla

334. Quali tra i termini proposti completano correttamente la seguente proporzione ? Fili di rame : X = fili di acciaio : Y
682. Una freccia moderna per arco è costituita in generale dalle seguenti parti: 1) una punta o cuspide di materiale e foggia variabile, a profilo aerodinamico; 2) una piccola asta o fusto di materiale, profilo e lunghezza variabile; 3) una cocca che collega la freccia alla corda; 4) un impennaggio che stabilizza il volo della freccia. Nelle moderne frecce ad uso sportivo e venatorio, le aste sono costruite in legno, alluminio, carbonio e anche alluminio/carbonio: le prime si usano per gli archi "storici" ed i longbow, legno, alluminio e carbonio si usano invece per gli archi ricurvi. In coda è presente una serie di penne (da 2 a 6, secondo l'utilizzo - comunque generalmente 3 posizionate a 120°). Le grandezze fondamentali delle frecce comprendono: la lunghezza, il diametro, il profilo, lo “spine” ed il peso. La lunghezza viene scelta in base all'allungo dell'arciere, il diametro ed il profilo variano invece secondo l'uso: per le frecce da caccia si usano aste pesanti e robuste mentre le frecce da tiro sono più leggere e sottili. Lo spine indica la rigidità cioè quanto la freccia si flette quando la corda viene rilasciata: infatti la freccia accelera sul piano longitudinale e inizia a flettersi a causa delle alte forze di compressione indotte, al momento del tiro, dalla corda sulla cocca contrastate dalla massa inerziale della punta, continuando a flettersi durante tutto il volo (fenomeno noto come paradosso dell'arciere). Affinché la freccia abbia un comportamento neutro, cioè non tenda a "volare inclinata" a destra o sinistra, occorre che essa abbia uno spine specifico. Quest'ultimo deve essere direttamente proporzionato alla potenza dell'arco ed allungo dell'arciere. L’'impennaggio serve per stabilizzare il volo della freccia dopo i primi metri.
326. "Tutti i Vigili del Fuoco hanno superato il corso base di formazione. Luca è un abile autista. Tutti i Vigili del Fuoco sono abili autisti". In base alle precedenti informazioni, quale delle seguenti informazioni non è certamente vera?
666. Nella nostra atmosfera sono presenti diverse sostanze inquinanti, queste possono essere sia di origine naturale – come pollini, spore di microrganismi e ceneri vulcaniche – sia di derivazione di attività umane: questi sono i più pericolosi ed abbondanti inquinanti dell’atmosfera. L’attività umana libera nell’atmosfera continuamente sostanze inquinanti: dagli impianti di riscaldamento, dalle centrali termoelettriche, dagli scarichi industriali, dagli inceneritori, dalle attività agricole dai motori di aerei e dei veicoli e da altro ancora. Ciò che viene immesso direttamente nell’atmosfera viene definito inquinante primario. A questi inquinanti primari si aggiungono altre sostanze nocive che si formano per effetto di diverse reazioni chimiche e queste vengono definite inquinanti secondari. Gli inquinanti primari più conosciuti sono quelli emessi dei motori a combustione interna: cioè dalla combustione dei carburanti. Possiamo ricordare, tra i più noti, il monossido di carbonio (CO) che è estremamente tossico poiché si sostituisce all’ossigeno nel nostro sangue e che, a causa di questo meccanismo, se in sufficiente concentrazione può condurre alla morte, gli idrocarburi, tra cui il benzene, che è fortemente cancerogeno e gli ossidi di azoto. Altri inquinanti primari che vengono prodotti dalle centrali termoelettriche sono gli ossidi di zolfo.
318. Se tuta=18, voltmetro=20, metaldetector=11, quale numero corrisponde ad anemometro ?
650. Per assemblare un Personal Computer (PC) abbiamo bisogno di: un alimentatore che converte la corrente di alimentazione alternata (AC) ad una tensione minore in corrente continua (CC) idonea per i componenti elettronici. L’alimentatore fornisce l’energia ai vari componenti interni del PC; una Scheda Madre che, come indica il nome, rappresenta la parte più importante del computer in quanto sovrintende a tutte le operazioni; il processore, detto anche CPU, ovvero l’unità di elaborazione centrale cioè "cervello" del computer che viene posizionata sulla Scheda Madre; alcuni “banchi” di RAM, ovvero la "memoria a breve termine" di un computer, posizionata sulla Scheda Madre, che viene utilizzata dalla CPU per memorizzare le istruzioni dei programmi e i dati in elaborazione. Se si utilizza una RAM di grande capacità saranno migliori le prestazione della macchina; una Scheda Video o scheda grafica, che si occupa dell’elaborazione relativa al video, se non è già integrata nella scheda madre. un Hard disk che rappresenta la "memoria a lungo termine" del computer, dove vengono immagazzinati i dati anche quando il computer è spento. Il sistema operativo, tutti i programmi ed i dati sono archiviati qui. 7) un Masterizzatore per DVD per la lettura/scrittura di dischi, essenziale per l'installazione di sistemi operativi e programmi. 8) un “Case” cioè il contenitore per tutti i componenti interni. Inoltre, oltre ai componenti interni, sarà necessario anche procurarsi i seguenti componenti esterni: una tastiera, un mouse e, chiaramente, un monitor
310. Se antifiamma=10, fuoristrada=11, visiera=7, quale numero corrisponde a motocicletta ?
634. Il GPL, o Gas di Petrolio Liquefatto, è una sostanza estremamente infiammabile che viene conservata in pressione in forma liquida all’interno di bombole. Quando il gas, ottenuto dalla vaporizzazione del GPL contenuto nella bombola, fuoriesce da un fornello lasciato inavvertitamente aperto si dirige verso terra dato che è più “pesante” dell'aria. Questa caratteristica rende particolarmente pericoloso il GPL in quanto i suoi vapori, molto infiammabili, non si allontanano autonomamente dagli ambienti posti al di sotto del piano terreno di un'abitazione (ad es. in cantina), rendendo difficili le operazioni di messa in sicurezza effettuate dai Vigili del Fuoco. Anche il Metano è facilmente infiammabile ma, al contrario del vapore di GPL, in caso di una perdita, tende sempre ad allontanarsi dai locali in cui è fuoriuscito in quanto la sua caratteristica di gas più “leggero” dell'aria lo porta a cercare sfogo verso l'alto e, quindi, a tendere ad uscire verso l'esterno attraverso finestre ed aperture; comunque, anche in questo caso, durante gli interventi di soccorso, i Vigili del Fuoco adottano le massime cautele.
302. In un incendio, la prima squadra di Vigili del Fuoco arriva sul posto dopo 10 minuti dalla chiamata di soccorso, la squadra di appoggio con l'autoscala arriva contemporaneamente, la squadra di appoggio con l'autobotte arriva 10 minuti dopo la prima squadra. Sulla base di queste informazioni, quale delle seguenti affermazioni è sicuramente vera ?
618. Le proprietà principali degli idrocarburi, di interesse dei Vigili del Fuoco, sono quelle dell'infiammabilità e della tossicità. Gli idrocarburi possono bruciare quando si trovano mescolati in adatte proporzioni con l'aria; in realtà, a bruciare non è il liquido ma i vapori che questo emana. Se la miscela vapore-aria è particolarmente ricca (molto vapore miscelato con poca aria) o povera (poco vapore miscelato con molta aria), anche in presenza di una sorgente di innesco di sufficiente energia, non vi sarà l'accensione della miscela. La quantità di vapori che si sprigiona da un idrocarburo dipende dalla sua volatilità. Gli idrocarburi vengono, pertanto, classificati in volatili o non volatili a seconda della loro temperatura di infiammabilità. In linea di massima, un idrocarburo con temperatura di infiammabilità particolarmente bassa (Tinf < 21 °C), come la benzina, è sempre considerato volatile e si può prevedere che si infiammi a temperatura ambiente se si è in presenza di un'adeguata quantità di aria e di una sorgente di accensione di sufficiente energia. Gli idrocarburi con alta temperatura di infiammabilità (Tinf > 65 °C), come il gasolio, sono considerati, invece, non volatili e quindi necessitano di temperature più elevate, cioè di essere preventivamente riscaldati, per ottenere una sufficiente produzione di vapori che saranno poi miscelati con l’aria e sottoposti alla sorgente di innesco.

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