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Test Accesso Programmato 2024
MATERIA: COMPETENZE DI LETTURA E CONOSCENZE ACQUISITE NEGLI STUDI
Quesiti Risposta Multipla
148. La reumatologia studia le malattie:
dell'apparato respiratorio
del metabolismo e delle ghiandole endocrine
delle articolazioni
del sistema nervoso
del sistema cardiovascolare e del sistema linfatico
132.
“(…) una volta quando i nostri figli erano piccoli, io e Lily li portammo a Disneyland, dove vollero andare su una complicata giostra che simulava un volo nello spazio, e io mi accorsi troppo tardi che ci saremmo trovati sigillati in una capsula che veniva fatta ruotare in una centrifuga per creare l’effetto dell’assenza di gravità. Quando finalmente la corsa finì e saltammo fuori disorientati dalla minuscola cabina, fra il terrore di essere stato lì dentro e lo sforzo di aver dovuto fingere di divertirmi, scoppiai a piangere”.
Da Un’Odissea di D. Mendelsohn, G. Einaudi editore
Di quale paura, scegliendone una tra le seguenti, sembra soffrire il protagonista?
Claustrofobia
Aracnofobia
Amatofobia
Agorafobia
Rupofobia
116. Chi tra i seguenti fu un grande critico letterario e anche Ministro della Pubblica istruzione?
Gabriele D’Annunzio
Antonio Gramsci
Francesco de Sanctis
Francesco Flora
Beniamino Placido
100. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Durante la Rivoluzione francese viene sancita per la prima volta l'uguaglianza di tutti gli uomini: ciò si traduce nella concessione del suffragio universale maschile, mentre ci si dimentica delle donne, che pure avevano partecipato al movimento rivoluzionario. Non a caso, nel 1791, la scrittrice Olympe de Gouges redige una "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina" sostenendo che "La donna nasce libera e ha diritti uguali all'uomo" e reclamando quindi anche il diritto di voto. Olympe finisce ghigliottinata.
Durante l'800, nonostante l'affermazione formale del principio di uguaglianza, si ammettono trattamenti discriminatori fondati su "oggettive" differenze tra i cittadini, ad esempio le differenze di sesso. Alle donne è proibito partecipare al governo della nazione, non possono votare né essere votate. Si diffondono quindi a livello mondiale i movimenti delle suffragette. Non di rado, poi, questi movimenti legano le loro rivendicazioni alla questione dell'istruzione femminile, spesso trascurata e considerata inutile, se non addirittura pericolosa. Grazie alla tenacia delle suffragette, agli inizi del '900 le donne conquistano i diritti elettorali in Australia, Norvegia, Finlandia (in Nuova Zelanda già nel 1893). In Italia si susseguono diverse proposte di legge, in tutto quasi una ventina. Nessuna ottiene successo. E se nel 1912 il governo Giolitti concede il suffragio universale maschile, contemporaneamente si ribadisce la non convenienza del voto femminile, parziale o universale che sia.
Una prima svolta sembra avvenire dopo la Prima guerra mondiale e la mobilitazione delle donne sul "fronte interno". Nel 1919 la Camera approva una proposta per concedere alle cittadine i diritti elettorali; ma la legislatura si chiude prima che la questione passi al Senato. I successivi tentativi decadono finché nel 1925, sotto Mussolini, il parlamento concede alle donne il voto amministrativo, che resta però senza attuazione a causa all'abolizione delle elezioni per gli Enti locali. Nel frattempo il suffragio femminile si estende in Russia, in Inghilterra, in Germania, in Svezia, negli Stati Uniti, in Spagna e in Portogallo. Ma nel nostro Paese si deve attendere la fine di un'altra tragedia di proporzioni devastanti, la Seconda guerra mondiale. È proprio in questo conflitto che le italiane conquistano un'autorevolezza mai riconosciuta prima.
(Tratto da: "Un giorno bellissimo. La lunga storia del voto alle donne" di Alessia Lirosi, www.ingenere.it)
Quale dei seguenti NON è stato un passaggio utile, in Italia, per l'ottenimento del diritto di voto alle donne?
Il suffragio universale maschile
La mobilitazione delle donne durante la Prima guerra mondiale
L'approvazione del voto amministrativo da parte del regime fascista
La mobilitazione delle donne durante la Seconda guerra mondiale
La tenacia delle suffragette
84. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Il termine New Age è usato oggi in modo molto estensivo. In primo luogo serve a indicare un tipo di subcultura caratterizzata dalla ricerca dello "stare meglio", finalizzata a una migliore qualità della vita che può essere acquisita grazie a tecniche e credenze "parallele" (yoga, astrologia, agricoltura biodinamica, meditazione per la pace nel mondo…). Questa subcultura costituisce una vasta nebulosa di pratiche e credenze così diverse tra loro da rendere pressoché impossibile delimitarne le frontiere simboliche, giacché queste ultime si presentano fluide e tracciate in modo incerto. Ciò spiega perché oggi non esistano in sostanza gruppi che si autoproclamino New Age.
Parlare del New Age, infatti, significa parlare di qualcos’altro: di credenze e pratiche considerate non convenzionali. Di fronte alla fluidità delle definizioni sociali del New Age si aprono due possibilità al ricercatore. Da una parte, rimettere in discussione l’uso estensivo della categoria in questione, così facendo si dovrebbe restringere la categoria del New Age ai movimenti di tipo millenaristico che si sono affermati a partire dei mutamenti intervenuti fra gli anni ‘70 e ‘80. Oppure, d’altra parte, mantenere in vita una definizione estensiva e fluida del New Age, per mettere in luce gli aspetti essenziali e gli esiti generali del fenomeno.
(Da: Champion Françoise, Il New Age, una religione indefinita per le incertezze dell’individuo del nostro tempo, in “New Age, religioni, generazioni”. Quaderni di Sociologia n°19)
Quale delle seguenti affermazioni dà una definizione generale e sintetica del fenomeno New Age?
È una filosofia i cui appartenenti sono invitati a superare se stessi e i limiti imposti dal conformismo e dalle tradizioni occidentali
È una cultura che si interessa molto più agli aspetti pratici della vita quotidiana che alla speculazione filosofica e spirituale
È una cultura che ricerca il benessere individuale attraverso pratiche alternative, come per esempio lo yoga o la meditazione
È una cultura basata sull'astrologia e altre pratiche mistiche, molto difficili da descrivere e comprendere
È una filosofia molto variegata al suo interno, la cui componente invariabile è la tensione politica per la pace nel mondo
68. Qual è il tema affrontato nell’enciclica Laudato sii scritta da papa Francesco?
L’ecologia
La fede e la ragione
La questione sociale
La fede
Il lavoro e l’uomo
52. Cosa regola il titolo II della prima parte della Costituzione Italiana?
I principi fondamentali
I rapporti politici
I rapporti etico-sociali
I rapporti economici
Il presidente della repubblica
36. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Gli indici di spesa comunali che riguardano l’area immigrazione a nostro avviso sono indicatori strutturalmente controversi: in primo luogo gli immigrati non sono distribuiti in maniera omogenea sul territorio e, tuttavia, non disponiamo di una distribuzione che tenga conto del rapporto tra spesa e numero di immigrati a livello territoriale.
Anche se questo dato fosse disponibile, non ci permetterebbe di valutare se un Comune o una Regione spende meno per gli immigrati perché gli stranieri residenti hanno meno bisogno di interventi ad hoc (magari perché sono già ben integrati), o perché invece sottovalutano e/o si disinteressano delle loro necessità. Bisogna infatti considerare, e questo è un altro elemento che rende controverso l’indicatore di spesa, che gli immigrati regolari fruiscono anche dei servizi socio-sanitari ed educativi al pari degli italiani, mentre i dati ISTAT si riferiscono alle spese sostenute dai Comuni per interventi e servizi specificamente rivolti agli stranieri e che fanno riferimento per buona parte alla dimensione dell’assistenza e della prima accoglienza.
Questo tema mette in luce un aspetto non secondario per chi si avvicina allo studio delle politiche per gli immigrati, ovvero la necessità di distinguere tra le politiche rivolte in modo specifico agli immigrati e le politiche generali di integrazione sociale, a cui anche gli stranieri accedono, ma non in quanto stranieri.
(Da: Campomori Francesca, Quando la cittadinanza diventa locale: immigrazione e diritti sociali in Italia. CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza)
Quale delle seguenti affermazioni sintetizza efficacemente l'opinione dell'autore dal brano?
Lo studio delle politiche dedicate all'"area immigrazione" è reso difficile dal fatto che alcuni dati non sono disponibili e altri non tengono conto di aspetti complessi della questione
Le politiche di integrazione sociale dovrebbero essere più attente ai bisogni della popolazione straniera
Se un territorio spende meno per la popolazione immigrata significa necessariamente che si disinteressa dei bisogni dei cittadini stranieri
Tutti i dati necessari per osservare i bisogni della popolazione immigrata sono disponibili, manca invece la volontà politica di analizzarli adeguatamente
Se un territorio spende meno per la popolazione immigrata significa che ha già raggiunto buoni livelli di integrazione tra stranieri e italiani
20. La minaccia atomica inaugura una nuova era nella trasformazione delle tecniche di guerra. Quale evento, tra quelli proposti, segna tale spartiacque?
I bombardamenti su Barcellona (1936-39)
I bombardamenti su Dresda (1945)
I bombardamenti sulle città di Hiroshima e Nagasaki (1945)
I bombardamenti su Coventry, Amburgo (1945)
I bombardamenti su Roma (1940)
4. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Nei primi anni '60 il giovane Terzani, appena laureato alla Normale di Pisa, iniziò a lavorare per l’Olivetti, dove rimase per cinque anni come manager. [...] Dopo un soggiorno americano, grazie a una prestigiosa borsa di studio, tornò in Italia con le idee chiare: la vita del manager gli stava stretta, voleva fare il giornalista, vedere il mondo con i suoi occhi e raccontarlo.
Lasciò il lavoro all’Olivetti e iniziò a collaborare con Il Giorno. Non riuscì però a convincere la direzione del quotidiano milanese a mandarlo come inviato in Oriente. Riuscì allora a trovare lavoro come freelance nel Sud-est asiatico con la rivista tedesca Der Spiegel, e la sua vita cambiò. Realizzò reportage in Cambogia e in Vietnam, [...] scrivendo diari di guerra con uno stile letterario alto ed essenziale. Agli articoli si aggiunsero i libri, le collaborazioni con le principali testate italiane e internazionali, per poi raggiungere, all’alba degli anni Ottanta, il sogno di trasferirsi in Cina. Erano gli anni del post-Mao, Time e Newsweek premevano per diventare i primi magazine occidentali ad avere corrispondenti in Cina, ma alla fine il primo giornalista a varcare quei confini fu proprio Terzani.
Terzani vide un Paese snaturato, si accorse del fallimento del progetto maoista, soffrì per i templi trasformati in fabbriche e per il crollo di quella magia che si era sempre aspettato, e che non aveva trovato. Le autorità cinesi iniziarono a infastidirsi per i suoi scritti, che criticavano il governo, e iniziarono a pressarlo. Inizialmente gli assegnarono un cuoco e un autista, ma Terzani si accorse che erano spie mandate per sorvegliarlo. E quando poi riuscì a entrare in Tibet, per incontrare il Dalai Lama al Potala, il suo nome finì nella lista dei nemici della Cina. Nel 1984 venne arrestato con l’accusa di attività controrivoluzionaria, in quanto personaggio scomodo, e fu espulso dal Paese.
Raccontò la dissoluzione dell’Urss, la fine del sogno sovietico e le sue conseguenze. I suoi scritti non temevano l’avversione del potere: la penna di Terzani era libera anche di cambiare idea, come avvenuto con il maoismo in Cina. Negli ultimi anni della sua vita, colpito da un tumore all’intestino, raccontò la sua esperienza con la malattia nel libro Un altro giro di giostra, un viaggio per il mondo alla ricerca di una cura, e allo stesso tempo di quella pace interiore che troverà poi nella sua residenza tra le montagne toscane.
(Da: “Raccontandoci il mondo Tiziano Terzani ci ha insegnato la bellezza della diversità”, Mattia Madonia, The Vision: https://thevision.com/cultura/tiziano-terzani/)
Dalla lettura del brano, è possibile dedurre che Terzani NON:
visitò il Tibet più volte nel corso del suo soggiorno in Cina
visse in Oriente negli anni'70
fu solo autore di articoli giornalistici, ma anche di svariati libri
lasciò la Cina a metà degli anni ‘80
visse i suoi ultimi giorni in Toscana