F1
TastoEffeUno.it
La "Guida in linea" sul Web!
GUIDE
TUTORIALS
CORSI
TEMPLATE
VIDEO
QUIZ
GIOCHI DIDATTICI
Test Accesso Programmato 2024
MATERIA: COMPETENZE DI LETTURA E CONOSCENZE ACQUISITE NEGLI STUDI
Quesiti Risposta Multipla
149. Quale tra le seguenti opere NON è stata scritta da James Joyce?
Ulisse
Finnegans Wake
Gente di Dublino
Ritratto dell'artista da giovane
La Signora Dalloway
21. Il 6 gennaio del 1941 il Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt espose, durante un famoso discorso, il desiderio di un mondo fondato su quattro libertà umane essenziali: quali?
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dai pubblici trattati, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dai vincoli internazionali, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dal bisogno, libertà nella ricerca scientifica
Libertà di parola e di espressione; libertà dalle Associazioni ed Enti; la libertà dal bisogno, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dal bisogno, la libertà dalla paura
198. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Il fatto che la sede del Madre, il Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, si trovi in un antico convento suggerisce il senso storico del tempo: testimonia l'antico, con gli elementi superstiti del vecchio edificio, e abbaglia con la contemporaneità dei coloratissimi inserti dell'artista francese Daniel Buren. Negli ultimi anni, il museo ha acquisito un significato più ampio, divenendo un vero e proprio "luogo delle Muse". E in questi giorni il Madre rende omaggio a Pina Bausch, la famosa danzatrice, coreografa e insegnante tedesca, a dieci anni dalla sua morte. Nata nel 1940, morì nel 2009, svolgendo tutta la sua vita intorno alla sua grande passione per la danza che, con lei, è diventata espressione teatrale, nel senso di racconto di storie. E non solo con il movimento corporeo, come già il balletto classico, ma anche con la voce. E non solo con le parole ma con esclamazioni, urla, sussurri, riso e pianti: i suoni naturali del vivere.
Certo, nella danza della Bausch si nota un forte realismo ma anche l'influenza di quella Germania espressionista testimoniata pure nelle altre arti. Vi si nota anche una passionalità tutta femminile che a volte si oppone a una certa rigidità maschile, mentre a tratti si avverte un sottile spirito umoristico. Pina danzò fin da bambina, per poi distinguersi per la sua bravura che le fece ottenere una borsa di studio negli Stati Uniti.
Al ritorno in Germania sentì il pesante immobilismo delle forme del balletto classico e cercò di rinnovarlo. Al principio della sua attività rivoluzionaria, le critiche non mancarono e il suo realismo venne tacciato di volgarità. Ma poi, nel 1973, cominciò a dirigere il Tanztheater di Wuppertal e fu il grande successo, testimoniato dai premi ottenuti e dalla sua partecipazione a festival importanti. Il suo insegnamento è continuato per opera dei suoi allievi. Al Madre, in omaggio alla memoria di Pina Bausch, c'è la videoinstallazione "Ensembles" di Ismaël Dia, direttore degli Archivi Pina Bausch, e di Matthias Burkert, compagno di lavoro di lunga data dell'artista e coreografa. Il video è accompagnato da una serie di lezioni impartite da una sua allieva, la talentuosa professoressa Marigia Maggipinto. Da questi mini workshop si può comprendere più a fondo l'apporto della grande coreografa.
(Tratto da: Adriana Dragoni, "Danzando con Pina Bausch: il Madre di Napoli ricorda la coreografa", 2 gennaio 2020)
La danza di Pina Bausch:
è costituita da passionalità e rigidità insieme
aveva caratteri a volte maschili a volte femminili, a cui si univa un sottile umorismo
subiva l'influenza del pesante immobilismo della Germania espressionista
era realista e dichiaratamente volgare
oggi è continuata dai suoi allievi
70. In quale altro modo viene indicato il Meccanismo europeo di stabilità (MES)?
Recovery Fund
Euro Bond
Next Generation
BTP Futura
Fondo salva Stati
119. La Commissione europea ha sede a:
Liegi
Parigi
Strasburgo
L’Aja
Bruxelles
168. La prima reazione nucleare a catena controllata fu prodotta nell'ambito di un progetto guidato da:
Richard Feynman
Alan Turing
Nikola Tesla
Erwin Schrödinger
Enrico Fermi
40. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
L’esperienza del brigantaggio post-unitario risultò ulteriormente decisiva per la razzializzazione dei meridionali poiché permise agli studiosi che afferivano alla scuola dell’antropologia positiva di legittimare una teoria scientifica dell’arretratezza meridionale su basi razziali. Tra questi, il nome più famoso è certamente quello di Cesare Lombroso, padre fondatore dell’antropologia criminale italiana, che si muoveva nel quadro del razzismo sociale europeo di fine Ottocento, offrendo una rappresentazione delle classi subalterne in termini di razza. Cruciale nell’elaborazione delle sue teorie fu lo studio del cranio appartenente al contadino calabrese Giuseppe Villella, incarcerato in quanto “sospetto” brigante, e la cui fossetta occipitale mediana, secondo il Lombroso, era con certezza una causa “fisica, antropologica e morfologica di reversione all’uomo primitivo”.
Questa scoperta gli fu utile per riformulare una “teoria dell’atavismo”, secondo cui l’arresto dello sviluppo era in grado di spiegare forme particolari e tribali che caratterizzano le associazioni criminose. Il fatto che il cranio appartenesse a un “sospetto brigante” rafforzò dunque la tesi secondo cui il brigantaggio era l’effetto di un arresto di sviluppo del senso morale collettivo e di una permanenza allo stato barbarico della società meridionale.
(Da: Conelli Carmine, Razza, colonialità, nazione. Il progetto coloniale italiano tra Mezzogiorno e Africa, in Deplano Valeria e Pes Alessandro “Quel che resta dell'impero. La cultura coloniale degli italiani”, Mimesis Edizioni)
Indicare quale delle seguenti affermazioni può essere correttamente dedotta dalla lettura del brano.
Il brigantaggio è conseguenza diretta dell'arretratezza del Meridione
L'arretratezza della cultura Meridionale rappresentò un terreno fertile per la nascita del brigantaggio e di altre organizzazioni criminali
L'arretratezza del Meridione è conseguenza diretta del brigantaggio
Il brigantaggio contribuì a consolidare l'immaginario razzista tipico dei paesi del Nord del mondo nei confronti di quelli del Sud
Il brigantaggio contribuì a plasmare e consolidare una visione razzista del Meridione italiano
217. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
La scomparsa del re avvenne in un frangente critico per la Francia rivoluzionaria. All’esterno le truppe francesi pativano pesanti sconfitte contro le potenze assolutistiche che gli avevano dichiarato guerra l’anno precedente. All’interno, nella regione della Vandea, era scoppiata una grande ribellione controrivoluzionaria, che avrebbe spinto il governo repubblicano a inviare migliaia di soldati per cercare di sopprimerla. In tutto il Paese la guerra aveva provocato una carestia, che a sua volta aveva portato a numerose rivolte. In un simile e difficile contesto, nel 1793, tra i circoli rivoluzionari si consolidò l’idea che queste difficoltà dipendessero dall’azione occulta dei nemici della Rivoluzione: ex aristocratici, preti che non avevano accettato la legislazione repubblicana ostile alla Chiesa o anche individui che approfittavano degli eventi per arricchirsi.
Gli “accaparratori”, insomma, i quali rivendevano i prodotti di prima necessità a un prezzo maggiore di quanto li avevano pagati. Nel settembre dell’anno precedente una simile concomitanza di minacce esterne e timori di complotti interni aveva dato luogo a un terribile episodio: una folla inferocita aveva fatto irruzione nelle carceri di Parigi massacrandone i detenuti. Per cinque giorni chiunque veniva considerato un controrivoluzionario era sottoposto a un processo sommario per poi essere trucidato lungo i corridoi o nelle strade limitrofe da cittadini armati di spade, asce, picche e bastoni. Il bilancio finale era stato di più di mille morti. Quando il 10 marzo 1793, nell’anniversario della presa del palazzo delle Tuileries, i sanculotti si rivoltarono contro l’assemblea, i capi rivoluzionari decisero che bisognava evitare a tutti i costi il ripetersi di una nuova strage. Purché il popolo non si facesse giustizia da solo, la Convenzione introdusse una serie di leggi e fondò alcuni organismi incaricati di arrestare e giudicare i nemici della Rivoluzione. Nacque così il regime del Terrore. Uno dei grandi leader del momento, Danton, riassunse in una sola frase la nuova tappa politica: «Siamo terribili per dispensare il popolo dall’esserlo».
(Da: “Il Terrore, il culmine della Rivoluzione Francese”, di Vladimir López Alcañiz, National Geographic)
Il 10 marzo 1793:
Danton fu giustiziato per volere di alcuni leader del regime del Terrore
ricorreva l'anniversario della strage dei detenuti nelle carceri di Parigi
una folla di sanculotti assaltò il palazzo delle Tuileries
iniziò il regime del Terrore, che mise in atto una serie di misure repressive contro i sanculotti
la Convenzione istituì organismi straordinari per arrestare i controrivoluzionari, aprendo la via al Terrore
89. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
L’infezione da virus dell’immunodeficienza umana/sindrome dell’immunodeficienza acquisita (Hiv/Aids) è un flagello a diffusione planetaria che, dall’inizio dell’epidemia nel 1980, ha causato decine di milioni di morti. Nel 2014 il numero delle persone decedute per Aids, sebbene ridotto del 40% rispetto a dieci anni prima, superava ancora il milione, segno che la trasmissione Hiv interumana continua a rappresentare uno dei maggiori ostacoli al conseguimento della salute globale.
La sua distribuzione nel globo non è uniforme per una prevalente concentrazione in Paesi e regioni povere dell’Africa sub-sahariana, Asia e America Latina. Questa polarizzazione è alla base della suggestione di un’associazione causale diretta tra povertà e Hiv. Tuttavia, quantunque Hiv/Aids sia concordemente riconosciuta come causa peggiorativa di povertà individuale, familiare e nazionale – specialmente per il fatto che colpisce soprattutto gruppi di età economicamente attivi – vi è un dibattito sull’esistenza del legame associativo inverso, ossia se la povertà sia causa di infezione e se gli individui e le comunità più povere siano particolarmente vulnerabili all’infezione oppure entrino in gioco altri fattori o fenomeni da considerare. In aggiunta, si avverte la necessità di capire se e come questi stessi determinanti siano operativi in tutti i Paesi indipendentemente dal loro livello di ricchezza.
(Da: Ronchetto Martina e Ronchetto Flavio, Hiv, povertà e disuguaglianze. Scenari epidemiologici e sociali di una pandemia asimmetrica, in “Teoria e ricerca”. Quaderni di sociologia n°75)
Quale delle seguenti affermazioni sintetizza efficacemente il pensiero dell'autore del brano?
La relazione tra Hiv/Aids e povertà è comprovata in tutti i suoi aspetti, l'autore non ha dubbi che questa malattia sia insieme causa e conseguenza di povertà e vulnerabilità sociale
La relazione tra Hiv/Aids e povertà è molto discutibile, dal momento che l'unico dato oggettivo che avvalla questa tesi è la polarizzazione geografica della distribuzione del virus
La relazione tra Hiv/Aids e povertà è evidente: dal momento che sono i giovani a contrarre il virus, la loro fuoriuscita dal mercato del lavoro determina un peggioramento delle condizioni economiche
La relazione tra Hiv/Aids e povertà non è univoca, questo nesso assume connotazioni molto diverse in diversi Paesi del mondo a causa di fattori economici ma anche sociali e culturali
La relazione tra Hiv/Aids e povertà è complessa: è comprovato che questa malattia sia causa di povertà, mentre è più dibattuto se e come la povertà aumenti la possibilità di contrarre il virus
138. Correntemente si usa l’espressione "Viminale" per indicare:
il Ministero della Difesa
il Comune di Roma
la Presidenza della Repubblica
il Ministero dell’Economia e delle Finanze
il Ministero dell’Interno