Test Accesso Programmato 2024

MATERIA: COMPETENZE DI LETTURA E CONOSCENZE ACQUISITE NEGLI STUDI

Quesiti Risposta Multipla

242. Con quali termini inglesi viene indicata tecnica narrativa consistente nella libera rappresentazione dei pensieri di una persona così come compaiono nella mente?
210. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento. 
A dicembre inoltrato, Castoro Grigio partì per una spedizione lungo il Mackenzie, accompagnato da Mit-sah e Kloo-kooch. Castoro Grigio guidava una slitta trainata da alcuni cani di cui era diventato proprietario barattandoli con altre merci, e da altri presi in prestito. Un'altra slitta più piccola era invece condotta da Mit-sah, e a questa fu legata una muta di cuccioli. Era poco più che un giocattolo, eppure per Mit-sah. che sentiva di iniziare a svolgere un lavoro da uomini, aveva un grandissimo valore, Stava anche imparando a guidare i cani e ad addestrarli, mentre i cuccioli stessi venivano abituati ai finimenti. Inoltre, la slitta aveva una sua funzione, poiché era carica di quasi un quintale di cibo e attrezzature.
Zanna Bianca aveva già visto i cani dell'accampamento trainare faticosamente le slitte, e dunque non si risentì troppo quando per la prima volta sentì i finimenti su di sé. Intorno al collo gli fu sistemato un collare imbottito di muschio, collegato per mezzo di due tiranti a una striscia di cuoio che gli passava sul petto e poi sul dorso. A questa fu poi assicurata la lunga corda per mezzo della quale doveva trainare la slitta. I cuccioli che formavano la muta erano sette: gli altri erano nati prima di lui, e avevano tutti nove o dieci mesi, mentre Zanna Bianca ne aveva solo otto. Ciascun cane venne assicurato alla slitta per mezzo di una sola corda, e tutte le corde avevano lunghezze diverse. La differenza tra una tirella e l'altra era almeno pari alle dimensioni del corpo di un cane. Tutte le corde furono poi legate a un anello che si trovava sulla parte anteriore della slitta, che, trattandosi di un toboga di corteccia di betulla, era priva di pattini e si sollevava invece davanti in modo da non restare bloccata nella neve.
(Da: Jack London, Zanna Bianca)


I cani della muta di Zanna Bianca vennero assicurati alla slitta condotta da: 
178. La filosofia cristiana dei primi secoli è nota con il nome di:  
146. Le leggi di Keplero concernono: 
114. Il "padre" della beat generation è considerato: 
82. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.  
Il termine New Age è usato oggi in modo molto estensivo. In primo luogo serve a indicare un tipo di subcultura caratterizzata dalla ricerca dello "stare meglio", finalizzata a una migliore qualità della vita che può essere acquisita grazie a tecniche e credenze "parallele" (yoga, astrologia, agricoltura biodinamica, meditazione per la pace nel mondo…). Questa subcultura costituisce una vasta nebulosa di pratiche e credenze così diverse tra loro da rendere pressoché impossibile delimitarne le frontiere simboliche, giacché queste ultime si presentano fluide e tracciate in modo incerto. Ciò spiega perché oggi non esistano in sostanza gruppi che si autoproclamino New Age.
Parlare del New Age, infatti, significa parlare di qualcos’altro: di credenze e pratiche considerate non convenzionali. Di fronte alla fluidità delle definizioni sociali del New Age si aprono due possibilità al ricercatore. Da una parte, rimettere in discussione l’uso estensivo della categoria in questione, così facendo si dovrebbe restringere la categoria del New Age ai movimenti di tipo millenaristico che si sono affermati a partire dei mutamenti intervenuti fra gli anni ‘70 e ‘80. Oppure, d’altra parte, mantenere in vita una definizione estensiva e fluida del New Age, per mettere in luce gli aspetti essenziali e gli esiti generali del fenomeno.
(Da: Champion Françoise, Il New Age, una religione indefinita per le incertezze dell’individuo del nostro tempo, in “New Age, religioni, generazioni”. Quaderni di Sociologia n°19)


Alla luce della lettura del brano, quale delle seguenti affermazioni spiega la frase "Il termine New Age è usato oggi in modo molto estensivo"? 
50. Brano 1 Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull’argomento.
“Se non si fosse prodotto un tale fatto, noi non saremmo qui a parlarne.” Nella descrizione dell’universo a varie riprese ci si imbatte in eventi, in apparenza fortuiti, che sembrano indispensabili alla comparsa dell’essere umano. Una concordanza del tutto straordinaria fra vari parametri nucleari ha reso possibile la nascita del carbonio nelle giganti rosse. Le popolazioni relative dei fotoni e dei nucleoni danno all’universo la longevità che si richiede per la comparsa della vita e al tempo stesso consentono la formazione delle stelle e delle galassie ecc. È molto lungo l’elenco di queste “coincidenze miracolose”.
Il principio antropico è stato inventato, se non per spiegare, almeno per illuminare un po’ questa situazione sorprendente. Esso può essere formulato press’a poco nel modo seguente: “dato che esiste un osservatore, l’universo ha le proprietà che si richiedono per generarlo”. La cosmologia deve tener conto dell’esistenza del cosmologo. Queste domande non si sarebbero poste in un universo che non avesse avuto queste proprietà… Si obietterà a ragione che la materia possiede capacità di adattamento straordinarie. Uno sguardo ai pianeti vicini ci dimostra nondimeno che quest’adattabilità ha dei limiti. L’aridità della Luna e di Mercurio, le alte temperature di Venere hanno avuto ragione della frenesia vitale. Persino Marte, le cui condizioni non sono così dure, sembra sterile.
(Hubert Reeves, L’evoluzione cosmica, traduzione di Libero Sosio di Patience dans l’azur, Milano, Rizzoli, 1995, pp. 185-186)


In base alle informazioni fornite nel Brano 1, come può essere sintetizzato il principio antropico?
18. Nella poesia Il gelsomino notturno di G. Pascoli al v. 10 l'”odore di fragole rosse” è:
227. Qual è la capitale della Turchia?
195. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
"Ex ungue leonem", dicevano gli antichi: basta l'unghia per capire di che animale si tratta. […] Una sera per una riunione di lavoro mi diedero appuntamento in un ufficio di via Euclide Turba, dalle parti di piazza Mazzini, a Roma. Dovevo incontrare - per la prima volta - un gruppo di giovani con i quali si doveva far partire un giornale on line. Con l'aiuto del navigatore arrivai in quella via. Il nome non mi diceva nulla. Perciò mi fermai a leggere sulla targa all'inizio della strada: Euclide Turba, generale combattente della Prima Guerra mondiale. Non avevo visto nessuno di quei giovani redattori prima di quella sera. Mi venne l'idea di fare, per gioco, un test. Domandai: "In che via ci troviamo?" Tutti dissero il nome esatto. "Sapete chi era colui?" Nessuno lo sapeva, né ad alcuno era venuta in mente l'idea di andare, se non a leggere sulla targa, a cercare su Google, su cui si cerca ormai di tutto, anche le cose più insignificanti.
Durante gli orali dell'esame per giornalisti, a un candidato di Brescia dico (ma non era una domanda, sia chiaro, era solo una mia curiosità, espressa anche per avviare l'interrogazione): "È vero che gli abitanti di Brescia sono irascibili, permalosi?" Il candidato si stupisce di questa mia sortita, ma poi sembra incuriosito quando gli illustro il perché delle mie parole: in un famoso romanzo dell'Ottocento, il personaggio principale, dopo aver furiosamente litigato con un suo amico, gli lasciò il mattino dopo sul tavolo questo biglietto: "Parce mihi quia brixiensis sum" ("Perdonami, perché sono bresciano").
Il candidato però, stranamente (!?!) non mi domanda il titolo del romanzo; allora io per incuriosirlo, gli dico: "Glielo dirò al termine dell'interrogazione". […]. Ma quando rientra, dopo aver appreso l'esito positivo dell'esame, […] quando arriva a stringere la mia mano, si limita a un "grazie", e va via. Mi aspettavo che mi domandasse: "Qual era poi il famoso romanzo in cui si dice che i bresciani sono irascibili?" Invece niente. A Roma dicono una frase greve ed espressiva che in questo caso viene a proposito: non gliene poteva fregà de meno. Per soddisfare la curiosità del lettore, che invece immagino si sia già incuriosito, aggiungo che il romanzo era "Piccolo Mondo Antico", di Antonio Fogazzaro, e chi scrive il biglietto di scuse è il protagonista Franco Maironi al professor Gilardoni.
(Tratto da: Mario Nanni, "Il curioso giornalista. Come vestire le notizie", Media Books) 


La frase "Perdonami, perché sono bresciano":  

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