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Test Accesso Programmato 2024
MATERIA: COMPETENZE DI LETTURA E CONOSCENZE ACQUISITE NEGLI STUDI
Quesiti Risposta Multipla
125. L’accordo di Parigi è il primo accordo universale e giuridicamente vincolante sui cambiamenti climatici, adottano nella conferenza di Parigi sul clima di quale anno?
2012
2018
2010
2015
1997
61. Quale nome viene utilizzato per indicare i gruppi di processi ai nazisti coinvolti nella seconda guerra mondiale e nella Shoah?
Processo di Mosca
Processo di Norimberga
Processo di Monaco
Processo di Tokyo
Processo di Berlino
238. Quale termine può essere associato ad entrambe le seguenti definizioni? “documento emesso con riferimenti commerciali” “atto di stregoneria”
Incantesimo
Fattura
Sortilegio
Nota
Bolla
174. Con il nome di "ragazzi di via Panisperna" si indicava un gruppo di:
astronomi
medici
biologi
fisici
chimici
110. Indicare l’autore dei seguenti versi: "Gloria del disteso mezzogiorno/ quand’ombra non rendono gli alberi,/ e più e più si mostrano d’attorno/ per troppa luce le parvenze, falbe".
Mario Luzi
Eugenio Montale
Umberto Saba
Dante Alighieri
Cino da Pistoia
46. «L'insulino-resistenza non è di per sé una malattia, ma si accompagna frequentemente a una serie di fattori di rischio cardiovascolare inclusi nella definizione generale di «sindrome metabolica». Essi comprendono obesità viscerale, diabete, aumento di trigliceridi e colesterolo, ipertensione arteriosa. Nelle condizioni di insulino-resistenza viene alterata la flessibilità metabolica: la capacità del muscolo di utilizzare alternativamente carboidrati o grassi a seconda della disponibilità dei substrati energetici risulta insufficiente. I soggetti affetti da insulino-resistenza hanno una ridotta capacità di utilizzazione dei grassi nelle condizioni di digiuno e l'aumentata produzione di insulina non è comunque in grado di stimolare la metabolizzazione degli zuccheri.»
(dal sito web del Ministero italiano della Salute: www.salute.gov.it)
Secondo il testo, che cosa si intende per «flessibilità metabolica»?
La flessione patologica del consumo di grassi e zuccheri accompagnata da produzione eccessiva di insulina
La scioltezza muscolare garantita da un giusto apporto nutritivo di grassi e carboidrati
L’incapacità dell’apparato muscolare di trarre energia dai carboidrati ingeriti con l’alimentazione
L’abilità del tessuto muscolare ad utilizzare energia, a seconda delle disponibilità dell’organismo, da grassi o da zuccheri
L’insieme di fattori metabolici che possono provocare un’insufficienza muscolare generalizzata
223. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Caro Professor Lévi-Strauss, lo so, lei ci ha lasciati qualche mese or sono, ma le scrivo lo stesso, perché forse solo lei, dal suo meritato ritiro riuscirà a leggere lo sconforto. Noi quaggiù, che abbiamo studiato sui suoi libri e su quelli dei molti bravi antropologi culturali che hanno saputo costruire una disciplina in grado di leggere l’umanità con occhi diversi, ci siamo rimasti male. Male a vedere, che quasi un secolo di studi, di dibattiti per cercare di smontare, faticosamente, l’etnocentrismo, che ci accompagna tutti e far comprendere che non esistono culture superiori o inferiori ma semplicemente diversi modi di organizzare la società e le relazioni umane, non è servito a nulla. O a ben poco se nel 2010, dopo una riforma dei licei definita con modestia dalla sua autrice Mariastella Gelmini “epocale”, possiamo leggere nelle indicazioni nazionali dei licei delle Scienze Umane che tra i temi da affrontare ci sono le cosiddette culture primitive, il loro carattere prevalentemente magico-sacrale, e il passaggio alle cosiddette culture evolute. Speravamo che l’aggettivo “primitive” fosse rimasto solo un rigurgito del passato, magari utilizzato in conversazioni al bar, ma non che finisse in un testo governativo. È vero, hanno aggiunto un “cosiddette” per addolcire un po’, ma si potevano trovare ben altri modi o semplicemente si poteva parlare di culture e basta. [...]
E poi come giustificare il “passaggio alle cosiddette culture evolute”? Nelle pagine successive, abbandonata la prospettiva antropologica, infatti di culture non si parla più, ma solo di civiltà. Ça va sans dire che non si parla più di Africa, Oceania, Asia, ma della luminosa Europa. Loro, i primitivi hanno la cultura, noi la civiltà. Le hanno anche fatto un torto, professore: tra le letture consigliate hanno indicato proprio un suo libro, Tristi Tropici, di cui sinceramente ricordo le minuziose descrizioni delle pitture facciali dei Caduveo, le raffinate analisi sul loro concetto di simmetria, l’attenzione per la complessità dei sistemi simbolici e dei meccanismi narrativi delle popolazioni da lei incontrate. Ricordo il suo, talvolta persino pedante, disgusto nei confronti del passaggio alle “culture evolute”. Sono bazzecole, forse, ma rivelano come minimo scarsa attenzione al linguaggio. Perché se non è semplice sciatteria, allora è grave. Significa che tutto lo sforzo compiuto per dimostrare che la maggior parte delle dicotomie basate sul binomio noi/loro sono frutto di una nostra costruzione è stato vano.
(M. Aime, "Caro Lévi-Strauss ci perdoni", Il Manifesto, 28 marzo 2010)
Che cosa si può dedurre, leggendo il brano, sulle "dicotomie basate sul binomio noi/loro" a cui si fa riferimento nell'ultima frase del brano?
Sono semplificazioni dei complessi sistemi sociali descritti nei maggiori trattati di antropologia
Sono una rappresentazione esatta della realtà dal punto di vista delle diverse culture presenti oggi nel mondo
Sono il punto di vista adottato dall'autore del brano per classificare gli accademici etnocentrici da quelli che non lo sono
"Noi" e "loro" sono costruzioni derivate da una concezione etnocentrica delle culture
L'autore si riferisce alle convenzioni linguistiche usate nei suoi studi dal prof. Lévi-Strauss
159. In base alla Costituzione italiana, la Repubblica riconosce le autonomie locali?
Solo quelle delle Regioni a statuto speciale
Sì, le riconosce
Solo quelle comunali
No, non le riconosce perché la Repubblica è indivisibile
Solo quelle regionali
95. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
I camini delle fate della Cappadocia sono al centro di alcune delle immagini più evocative provenienti dalla Turchia. Conosciuti visivamente a livello mondiale soprattutto in occasione delle feste delle Mongolfiere estive, scientificamente noti anche con il nome di "Hoodoos" o "Piramidi di terra", queste formazioni rocciose hanno un'altezza compresa fra uno, due metri per spingersi sino a 40, quanto un palazzo cittadino a 10 piani. I camini delle fate si formano quando spessi strati di roccia tenera vengono coperti da un sottile strato di roccia dura sulla sommità, con la terra malleabile sottostante che prende la forma di una piramide naturale. Se questo processo geologico è riscontrabile in moltissime regioni del pianeta, in Italia ad esempio sono famose quelle del Trentino, è solo in Cappadocia che le piramidi di terra sono state trasformate in abitazioni, chiese ed edifici pubblici, una collaborazione fra uomo e natura che ha dato vita a opere di architettura dalla bellezza senza tempo.
Il processo che portò a creare i camini delle fate della Cappadocia affonda le radici durante le prime persecuzioni ai Cristiani della regione. Questi cercarono rifugio all'interno della roccia naturale, riuscendo in modo semplice a scavare all'interno delle piramidi di terra. In fuga dai Romani, i Cristiani realizzarono, in particolare nel paese di Göreme, opere architettoniche via via più complesse. Oggi i camini delle fate sono affollati dai visitatori in cerca di paesaggi unici, e molte delle grotte originali sono state trasformate in alberghi o musei, consentendo ai turisti di scoprire un paesaggio creato dalla collaborazione di vulcani, vento, pioggia e uomo. Sempre in Turchia, e sempre per fuggire alle persecuzioni, i Cristiani realizzarono la città sotterranea di Derinkuyu, spettacolare centro abitato che poteva ospitare per mesi sino a 20.000 persone.
(Da: Matteo Rubboli, "I camini delle fate in Cappadocia: capolavoro architettonico fra uomo e natura", Vanilla Magazine)
Per sfuggire alle persecuzione ad opera dei Romani:
i Turchi costruirono opere architettoniche complesse in cui imprigionare i Cristiani
i Cristiani fuggirono in Turchia e realizzarono la città sotterranea di Derinkuyu
la minoranza cristiana scavò all'interno delle piramidi di terra in cui erano stati imprigionati
i Turchi cristiani si rifugiarono all'interno delle peculiari formazioni rocciose di cui parla il brano
i Cristiani costruirono delle grotte originali
31. «Padre Patrauld, professore di matematica, era molto affezionato a Bonaparte e orgoglioso di averlo per allievo. Invece gli altri professori, nelle cui materie il ragazzo corso non era altrettanto brillante, lo snobbavano».
(G. Gerosa, Napoleone, Milano 2001, p. 25)
Che significa in questo contesto “corso”?
Corsaro
Nato in Corsica
Che agisce di corsa, frettoloso, superficiale
Corsivo
Che segue un corso di studi