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Test Accesso Programmato 2024
MATERIA: COMPETENZE DI LETTURA E CONOSCENZE ACQUISITE NEGLI STUDI
Quesiti Risposta Multipla
228. Quale figura retorica esprime “la parte per il tutto”?
Chiasmo
Iperbole
Sineddoche
Anadiplosi
Metafora
164. Amedeo Avogadro fu:
un matematico
un astronomo
un fisico e un chimico
un botanico e naturalista
un medico
100. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Durante la Rivoluzione francese viene sancita per la prima volta l'uguaglianza di tutti gli uomini: ciò si traduce nella concessione del suffragio universale maschile, mentre ci si dimentica delle donne, che pure avevano partecipato al movimento rivoluzionario. Non a caso, nel 1791, la scrittrice Olympe de Gouges redige una "Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina" sostenendo che "La donna nasce libera e ha diritti uguali all'uomo" e reclamando quindi anche il diritto di voto. Olympe finisce ghigliottinata.
Durante l'800, nonostante l'affermazione formale del principio di uguaglianza, si ammettono trattamenti discriminatori fondati su "oggettive" differenze tra i cittadini, ad esempio le differenze di sesso. Alle donne è proibito partecipare al governo della nazione, non possono votare né essere votate. Si diffondono quindi a livello mondiale i movimenti delle suffragette. Non di rado, poi, questi movimenti legano le loro rivendicazioni alla questione dell'istruzione femminile, spesso trascurata e considerata inutile, se non addirittura pericolosa. Grazie alla tenacia delle suffragette, agli inizi del '900 le donne conquistano i diritti elettorali in Australia, Norvegia, Finlandia (in Nuova Zelanda già nel 1893). In Italia si susseguono diverse proposte di legge, in tutto quasi una ventina. Nessuna ottiene successo. E se nel 1912 il governo Giolitti concede il suffragio universale maschile, contemporaneamente si ribadisce la non convenienza del voto femminile, parziale o universale che sia.
Una prima svolta sembra avvenire dopo la Prima guerra mondiale e la mobilitazione delle donne sul "fronte interno". Nel 1919 la Camera approva una proposta per concedere alle cittadine i diritti elettorali; ma la legislatura si chiude prima che la questione passi al Senato. I successivi tentativi decadono finché nel 1925, sotto Mussolini, il parlamento concede alle donne il voto amministrativo, che resta però senza attuazione a causa all'abolizione delle elezioni per gli Enti locali. Nel frattempo il suffragio femminile si estende in Russia, in Inghilterra, in Germania, in Svezia, negli Stati Uniti, in Spagna e in Portogallo. Ma nel nostro Paese si deve attendere la fine di un'altra tragedia di proporzioni devastanti, la Seconda guerra mondiale. È proprio in questo conflitto che le italiane conquistano un'autorevolezza mai riconosciuta prima.
(Tratto da: "Un giorno bellissimo. La lunga storia del voto alle donne" di Alessia Lirosi, www.ingenere.it)
Quale dei seguenti NON è stato un passaggio utile, in Italia, per l'ottenimento del diritto di voto alle donne?
La mobilitazione delle donne durante la Prima guerra mondiale
La tenacia delle suffragette
Il suffragio universale maschile
L'approvazione del voto amministrativo da parte del regime fascista
La mobilitazione delle donne durante la Seconda guerra mondiale
36. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Gli indici di spesa comunali che riguardano l’area immigrazione a nostro avviso sono indicatori strutturalmente controversi: in primo luogo gli immigrati non sono distribuiti in maniera omogenea sul territorio e, tuttavia, non disponiamo di una distribuzione che tenga conto del rapporto tra spesa e numero di immigrati a livello territoriale.
Anche se questo dato fosse disponibile, non ci permetterebbe di valutare se un Comune o una Regione spende meno per gli immigrati perché gli stranieri residenti hanno meno bisogno di interventi ad hoc (magari perché sono già ben integrati), o perché invece sottovalutano e/o si disinteressano delle loro necessità. Bisogna infatti considerare, e questo è un altro elemento che rende controverso l’indicatore di spesa, che gli immigrati regolari fruiscono anche dei servizi socio-sanitari ed educativi al pari degli italiani, mentre i dati ISTAT si riferiscono alle spese sostenute dai Comuni per interventi e servizi specificamente rivolti agli stranieri e che fanno riferimento per buona parte alla dimensione dell’assistenza e della prima accoglienza.
Questo tema mette in luce un aspetto non secondario per chi si avvicina allo studio delle politiche per gli immigrati, ovvero la necessità di distinguere tra le politiche rivolte in modo specifico agli immigrati e le politiche generali di integrazione sociale, a cui anche gli stranieri accedono, ma non in quanto stranieri.
(Da: Campomori Francesca, Quando la cittadinanza diventa locale: immigrazione e diritti sociali in Italia. CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza)
Quale delle seguenti affermazioni sintetizza efficacemente l'opinione dell'autore dal brano?
Le politiche di integrazione sociale dovrebbero essere più attente ai bisogni della popolazione straniera
Se un territorio spende meno per la popolazione immigrata significa che ha già raggiunto buoni livelli di integrazione tra stranieri e italiani
Lo studio delle politiche dedicate all'"area immigrazione" è reso difficile dal fatto che alcuni dati non sono disponibili e altri non tengono conto di aspetti complessi della questione
Se un territorio spende meno per la popolazione immigrata significa necessariamente che si disinteressa dei bisogni dei cittadini stranieri
Tutti i dati necessari per osservare i bisogni della popolazione immigrata sono disponibili, manca invece la volontà politica di analizzarli adeguatamente
213. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Nexi, la PayTech leader in Europa, ha annunciato l'approvazione dei target di riduzione delle emissioni di CO2 per tutto il Gruppo da parte della Science Based Target initiative (SBTi). [...] «L'impegno per uno sviluppo sostenibile e la lotta contro i cambiamenti climatici rappresentano ormai una priorità assoluta per le istituzioni, la società civile, gli investitori ma anche per le aziende come Nexi che possono giocare un ruolo rilevante per migliorare l'ecosistema in cui operano. Nexi, già nel 2021, ha assunto l'impegno di ridurre a zero le proprie emissioni nette di gas serra entro il 2040, dieci anni prima rispetto all'obiettivo stabilito dall'Accordo di Parigi, nell'ambito di un più ampio percorso di integrazione degli obiettivi ESG (Environmental, Social, Governance) nel proprio business.
Grazie alle azioni trasformative che coinvolgeranno tutta la nostra catena del valore, dalle facilities e i data centers, all'uso di energie rinnovabili fino alla mobilitazione dei nostri fornitori, il nostro business sarà sempre più sostenibile e rispettoso dell'ambiente, nell'interesse di tutti i nostri stakeholder e con un impatto positivo su tutto il settore», ha commentato in una nota Paolo Bertoluzzo, CEO di Nexi Group. Con i target approvati dalla SBTi, Nexi si impegna a ridurre le emissioni assolute di gas serra di Scope 1 e 2 - quelle generate direttamente dalle business operation - del 42% entro il 2030, partendo dalla baseline del 2021.
Il Gruppo si impegna, inoltre, ad aumentare l'approvvigionamento annuale di energia elettrica da fonti rinnovabili dal 51,7% del 2021 al 100% entro il 2030. Nexi si impegna anche a decarbonizzare la propria catena di fornitura, promuovendo l'adozione di obiettivi di riduzione di CO2 tra i suoi fornitori. Entro il 2027, questo obiettivo di Scope 3 coinvolgerà due ambiti rilevanti della catena di approvvigionamento di Nexi: gli acquisti di beni e servizi, con il coinvolgimento del 78% dei fornitori, in base alla spesa; gli acquisti di beni capitali, con il 70% dei fornitori, in base alle loro emissioni di gas serra, partendo dalla baseline del 2021.
(da: "Nexi: rafforza impegno green, net zero entro il 2040 e target climatici al 2030", La Stampa)
Per quanto riguarda i target approvati da SBTi, quali sono gli impegni di Nexi?
Aumentare del 51,7% l'approvvigionamento di energia elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030
Ridurre del 42% le emissioni di gas serra di Scope 1 e 2 entro il 2040
Coinvolgere nella decarbonizzazione anche i suoi fornitori, con obiettivi di riduzione delle emissioni entro il 2027
Ridurre di più del 70% le emissioni causate dalla sua catena di approvvigionamento
Azzerare le emissioni di Scope 1 e 2 entro il 2030
149. Quale tra le seguenti opere NON è stata scritta da James Joyce?
Ulisse
Ritratto dell'artista da giovane
La Signora Dalloway
Finnegans Wake
Gente di Dublino
85. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Il termine New Age è usato oggi in modo molto estensivo. In primo luogo serve a indicare un tipo di subcultura caratterizzata dalla ricerca dello "stare meglio", finalizzata a una migliore qualità della vita che può essere acquisita grazie a tecniche e credenze "parallele" (yoga, astrologia, agricoltura biodinamica, meditazione per la pace nel mondo…). Questa subcultura costituisce una vasta nebulosa di pratiche e credenze così diverse tra loro da rendere pressoché impossibile delimitarne le frontiere simboliche, giacché queste ultime si presentano fluide e tracciate in modo incerto. Ciò spiega perché oggi non esistano in sostanza gruppi che si autoproclamino New Age.
Parlare del New Age, infatti, significa parlare di qualcos’altro: di credenze e pratiche considerate non convenzionali. Di fronte alla fluidità delle definizioni sociali del New Age si aprono due possibilità al ricercatore. Da una parte, rimettere in discussione l’uso estensivo della categoria in questione, così facendo si dovrebbe restringere la categoria del New Age ai movimenti di tipo millenaristico che si sono affermati a partire dei mutamenti intervenuti fra gli anni ‘70 e ‘80. Oppure, d’altra parte, mantenere in vita una definizione estensiva e fluida del New Age, per mettere in luce gli aspetti essenziali e gli esiti generali del fenomeno.
(Da: Champion Françoise, Il New Age, una religione indefinita per le incertezze dell’individuo del nostro tempo, in “New Age, religioni, generazioni”. Quaderni di Sociologia n°19)
Secondo l'autore del brano, i ricercatori e gli studiosi:
devono adottare una visione fluida del New Age perché solo così possono cogliere gli effetti di questo fenomeno in termini sociali e culturali
possono fare qualsiasi uso di questa categoria interpretativa, dal momento che il fenomeno New Age è estremamente indefinito
possono decidere se accettare o criticare una definizione inclusiva del fenomeno a seconda dei loro interessi di ricerca
devono prendere una decisione collettiva su come utilizzare questo termine e rispettarla per non perdere credibilità scientifica
devono necessariamente limitare in modo più accurato i confini del fenomeno New Age
21. Il 6 gennaio del 1941 il Presidente degli Stati Uniti Franklin D. Roosevelt espose, durante un famoso discorso, il desiderio di un mondo fondato su quattro libertà umane essenziali: quali?
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dai pubblici trattati, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà dalle Associazioni ed Enti; la libertà dal bisogno, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dal bisogno, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dai vincoli internazionali, la libertà dalla paura
Libertà di parola e di espressione; libertà di ogni persona di adorare Dio a modo suo; la libertà dal bisogno, libertà nella ricerca scientifica
198. Leggere il brano e rispondere a ogni quesito solo in base alle informazioni contenute (esplicitamente o implicitamente) nel brano e non in base a quanto il candidato eventualmente conosca sull'argomento.
Il fatto che la sede del Madre, il Museo d'Arte Contemporanea Donnaregina di Napoli, si trovi in un antico convento suggerisce il senso storico del tempo: testimonia l'antico, con gli elementi superstiti del vecchio edificio, e abbaglia con la contemporaneità dei coloratissimi inserti dell'artista francese Daniel Buren. Negli ultimi anni, il museo ha acquisito un significato più ampio, divenendo un vero e proprio "luogo delle Muse". E in questi giorni il Madre rende omaggio a Pina Bausch, la famosa danzatrice, coreografa e insegnante tedesca, a dieci anni dalla sua morte. Nata nel 1940, morì nel 2009, svolgendo tutta la sua vita intorno alla sua grande passione per la danza che, con lei, è diventata espressione teatrale, nel senso di racconto di storie. E non solo con il movimento corporeo, come già il balletto classico, ma anche con la voce. E non solo con le parole ma con esclamazioni, urla, sussurri, riso e pianti: i suoni naturali del vivere.
Certo, nella danza della Bausch si nota un forte realismo ma anche l'influenza di quella Germania espressionista testimoniata pure nelle altre arti. Vi si nota anche una passionalità tutta femminile che a volte si oppone a una certa rigidità maschile, mentre a tratti si avverte un sottile spirito umoristico. Pina danzò fin da bambina, per poi distinguersi per la sua bravura che le fece ottenere una borsa di studio negli Stati Uniti.
Al ritorno in Germania sentì il pesante immobilismo delle forme del balletto classico e cercò di rinnovarlo. Al principio della sua attività rivoluzionaria, le critiche non mancarono e il suo realismo venne tacciato di volgarità. Ma poi, nel 1973, cominciò a dirigere il Tanztheater di Wuppertal e fu il grande successo, testimoniato dai premi ottenuti e dalla sua partecipazione a festival importanti. Il suo insegnamento è continuato per opera dei suoi allievi. Al Madre, in omaggio alla memoria di Pina Bausch, c'è la videoinstallazione "Ensembles" di Ismaël Dia, direttore degli Archivi Pina Bausch, e di Matthias Burkert, compagno di lavoro di lunga data dell'artista e coreografa. Il video è accompagnato da una serie di lezioni impartite da una sua allieva, la talentuosa professoressa Marigia Maggipinto. Da questi mini workshop si può comprendere più a fondo l'apporto della grande coreografa.
(Tratto da: Adriana Dragoni, "Danzando con Pina Bausch: il Madre di Napoli ricorda la coreografa", 2 gennaio 2020)
La danza di Pina Bausch:
è costituita da passionalità e rigidità insieme
era realista e dichiaratamente volgare
oggi è continuata dai suoi allievi
aveva caratteri a volte maschili a volte femminili, a cui si univa un sottile umorismo
subiva l'influenza del pesante immobilismo della Germania espressionista
134.
«Poteva essere una Caporetto per Allegri la seconda giornata di campionato contro il Genoa a Marassi: bianconeri sotto di due reti già al 7’». (Genoa-Juve, il film della partita: 2-4, La Stampa, 26 agosto 2017)
Il riferimento alla battaglia di Caporetto come esempio paradigmatico di sconfitta corrisponde a quale figura retorica?
Allegoria
Eufemismo
Antonomasia
Perifrasi
Metafora